lunedì 12 ottobre 2009

Crisi, agricoltori con i trattori sulla 121

Decine di agricoltori hanno manifestato lungo la statale 121 Palermo-Agrigento, all'altezza del bivio Manganaro. I manifestanti, giunti con i propri trattori, hanno distribuito volantini agli automobilisti per spiegare le ragioni della loro protesta. Gli agricoltori, partiti con i propri mezzi da Lercara Friddi, Marineo e altri comuni della provincia di Palermo, fanno parte dei gruppi di contadini che in maniera spontanea da dodici giorni si sono mobilitati in ogni parte della Sicilia per manifestare il disagio della categoria rispetto alla crisi del settore e per sollecitare l'intervento del governo. Il ministro delle Politiche agricole ha già convocato un incontro per il 15 ottobre. Il presidio più vasto si è tenuto a Caltanissetta dove decine di trattori si sono fermati a Pian del Lago, vicino ai campi sportivi: qui la protesta è stata coordinata dal movimento Altragricoltura e dal Consorzio Codifas. "E' giunta l'ora di una grande svolta in agricoltura - ha affermato Martino Morsello del Coordinamento Altragricoltura - bisogna riscrivere le regole contro l'interesse delle multinazionali e dei poteri che hanno oppresso gli agricoltori negli ultimi 15 anni". La colonna di trattori dopo aver percorso la statale Agrigento-Palermo ha raggiunto il capoluogo siciliano, dove si sono tenuti tre sit-in davanti la Presidenza della Regione, la sede dell'assessorato all'Agricoltura e la sede Rai in viale Strasburgo.'L'agricoltura siciliana ha bisogno di essere rilanciata con investimenti e finanziamenti più veloci ed efficaci". Lo ha affermato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, commentando la protesta degli agricoltori siciliani che oggi hanno manifestato lungo la statale 121 Palermo-Agrigento. "Dobbiamo fare leva - ha aggiunto Lumia - sulla qualità delle produzioni. I nostri prodotti subiscono la concorrenza sleale dei paesi in via di sviluppo, dove il costo del lavoro lede la dignità dei lavoratori e dove la sicurezza alimentare non è certificata e garantita come in Italia. Per fare questo è necessario investire risorse, per creare infrastrutture produttive e logistiche moderne e avanzate".

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