mercoledì 2 dicembre 2009

Belmonte, l'Udc distribuisce in piazza crocifissi benedetti

Una distribuzione di crocifissi benedetti in piazza. Silenziosa, sorridente, rispettosa. E’ stata effettuata a Belmonte Mezzagno in piazza Garibaldi per tutta la giornata di domenica dall’Udc di Belmonte. Entusiasta la partecipazione soprattutto dei giovani. La manifestazione è stata organizzata in dissenso alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani relativa al ricorso presentato dalla cittadina italiana di origine finlandese residente ad Abano Terme, con la quale è riconosciuta la contrarietà dell’esposizione del crocifisso in classe in quanto lesiva “al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. “E’ una presa di posizione antistorica che denuncia la pericolosa deriva laicista in atto nel nostro Continente – hanno affermato i giovani dell’Udc di Belmonte in un documento distribuito in piazza - . Come a più riprese denunciato coraggiosamente da Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI poi, l’Europa nega ancora una volta le sue radici e la sua identità cristiana in nome del “politically correct”, arrivando con questo pronunciamento ad offendere i valori rappresentati da Cristo crocifisso, quali la pace, la libertà, l’uguaglianza, la tolleranza. Questa falsa laicità ci ferisce come giovani, bisognosi di saldi punti di riferimento etici e morali, come siciliani, figli di una terra umile e laboriosa dove i valori del cattolicesimo sono stati alla base della nostra travagliata storia sociale ed economica, e come ragazzi impegnati nella vita pubblica. Nessun crocifisso nelle scuole italiane ha mai vulnerato la nostra possibilità di crescere e di fare scelte nella piena libertà. Il Crocifisso prima ancora di essere un simbolo religioso, è simbolo di pace e uguaglianza ma è anche la nostra identità che nel rispetto degli altri deve essere tutelata. Soltanto se convinti delle nostre radici può esserci una vera integrazione che non modifichi le rispettive identità ma che arricchisca reciprocamente.Difendiamo il diritto di mantenere il simbolo dei Cristiani ma siamo convinti che per garantire pienamente la libertà religiosa di tutti e per una migliore integrazione tra i popoli, la strada migliore sia quella di far esporre, accanto al Crocifisso, anche altri simboli religiosi nel caso in cui, ovviamente, ve ne sia esplicita richiesta.Se vogliamo un’Europa in cui l’integrazione sia vera e non fittizia dobbiamo includere e non escludere. La pace tra i popoli passa proprio attraverso la pacifica convivenza che può essere realizzata e garantita soltanto con una vera integrazione”.

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