sabato 19 dicembre 2009

Il segno dei tempi

MISILMERI. Della strisciante inciviltà, di questa “bomba” sociale che ci minaccia, nessuno parla e vuole parlare. Si fa finta di niente. La si nasconde come se fosse una macchia cutanea sotto un velo rinforzato di trucco. Meglio le discussioni sulle future candidature a sindaco, i rincari del prezzo degli alimenti, le lamentele sui parenti dementi. Meglio parlare di feste natalizie, di fiere di beneficenza, di presepi e messe. Quanta bontà scorre a Misilmeri, quanta ipocrita bontà copre i morti ammazzati, i bulletti, i quartieri occupati dalla peggior feccia migrata nell’hinterland palermitano dai quartieri malfamati di Palermo, la paura degli anziani rintanati nelle loro case. I furti e i danneggiamenti. Di che cosa ci si vuole scandalizzare? Di un centinaio di piccoli capetti fra i dieci e i quindici anni che girano per il paese, delle giovanissime bande? E’ una Misilmeri sconosciuta ai benpensanti. E’ una Misilmeri che avvilisce, o peggio, inquieta. E' un paese che sembra "normale",a sentire le istituzioni: normale nella misura in cui è ci si è normalmente abituati alla maleducazione, alla piccola delinquenza, alla violenza gratuita. Ma secondo me è una Misilmeri cinica, disperata, senza futuro che, ad occhi volutamente chiusi, sta bruciando le sue giovani generazioni. I nostri figli hanno ormai imparato a convivere con atteggiamenti violenti persino nelle aule delle scuole dell’infanzia. I nostri adolescenti hanno perduto di vista il senso del pudore o si danno ad atteggiamenti autolesionistici che fanno paura. Sono decine i ragazzi che abitualmente - più volte la settimana, tutti i giorni o soltanto nei week end - fanno uso di droghe. Vivono di televisione, di playstation, di centri scommesse e noia. Vivono con l' ossessione dei soldi.
Accadono cose da pazzi a Misilmeri. Puoi diventare vittima dei bulletti per nulla. Ti possono prendere di mira anche solo perché la tua faccia a loro non piace, perché gli va di farlo. Badate bene, quelle aggressioni che sembrano gratuite nascondono rabbia e voglia di rivincite, ma non sono reazioni personali ad un disagio, non sono frutto di un atteggiamento isolato: sono il sintomo di una grave malattia della nostra società. Accade così che, in un paese dove fino a tardi una donna poteva circolare da sola anche a piedi, oggi deve aver paura di attraversare una delle piazza cittadine perché può trovarsi di fronte una banda che la minaccia di stupro. Oppure che, mentre passi loro accanto, un gruppetto ti schiaffeggia o ti lancia addosso qualcosa. E non si pensi che questo atteggiamento sia solo di alcuni, i più disperati: è un' intera generazione, dai quindici ai trent' anni, dei quartieri più vecchi del centro storico e della periferia. Un esempio? Oggi, alle 12, stavo attraversando il corso principale. Due bambini - avranno dodici anni –: seduti davanti ad un portone, mi tirano delle pietre e ridono. Non si nascondono. Mi giro, li rimprovero, rispondono a parolacce. Mi rigiro sconfortata, quelli ridono e urlano e mi tirano ancora addosso delle pietre. Non c' è nessuno che possa aiutarmi. Nessuno mi aiuterebbe. E se fosse passata una vecchina, un bambino?

1 commento:

  1. Come dice antonella sembra un paese normale , effettivamente è normale che sia cosi !!! io non ci vivo ma ci torno spesso e tutte le volte vado via sempre piu sconsolato ,per il degrado gratuito che si consuma quotidianamente !!!!! ma cosa volete che imparano i bambini !!!! e da chi devono imparare dai grandi !!! che sono peggio di loro !!! non tutti ovvio certo ai miei tempi non c’erano droghe o bande si lavorava da piccoli per imparare un mestiere !!! almeno non stavamo sulla strada !!! l’episodio successo ad antonella è davvero disgustoso e la cosa peggiore è che se li sgridi poi devi discutere pure coi genitori !!!! ciao Antonella un tuo lettore Francesco

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