martedì 21 aprile 2009

Misilmeri, Madre Lalia, i guelfi e i ghibellini

Un convegno a Roma presso la Chiesa di San Sisto Vecchio. Questa è l'iniziativa che il Comune di Misilmeri organizza in memoria della Madre Maria Antonia Lalia, in occasione della ricorrenza della sua nascita, il 20 maggio 2009. E' il terzo anno che la ricorrenza è celebrata dal Comune di Misilmeri. Il 2009 vedrà una articolazione delle iniziative distribuita su quattro giornate, dal 18 al 21 maggio. Con la collaborazione delle parrocchie di Misilmeri è stato infatti organizzato un pellegrinaggio che toccherà i luoghi salienti della vita della reverenda Madre. Al convegno del 20 maggio prenderanno parte padre Vito Gomez, postulatore della causa di beatificazione della Madre, Mons. Antonio Todaro, Vicario Episcopale dell'arcidiocesi di Palermo, e Mons. Giovanni Lo Giudice. Le parrocchie hanno già attivato il meccanismo delle iscrizioni. Infine la nota dolente: i costi del pellegrinaggio saranno parzialmente sostenuti dal Comune di Misilmeri. Ma non potevano essere utilizzati per iniziative sociali miranti al sollievo delle fasce più deboli? O ad iniziative per i giovani? O all'abbattimento di qualche balzello locale? No, si decide di spendere alla voce "pellegrinaggi". Dimenticando, probabilmente, che il Comune è un Ente per sua natura LAICO.
Eppure la laicità dovrebbe diventare un sostantivo autonomo, al fine di candidarsi a nuovo fondamento della democrazia. Per difendere il principio costituzionale del pluralismo, cosa fa il Comune di Misilmeri? Garantendo i pellegrinaggi, cosa garantisce, di contro, alle altre minoranze religiose pur presenti sul territorio (protestanti, musulmani, etc.)? Come, il Comune di Misilmeri, riconosce e garantisce la legittima pluralità delle visioni e degli stili morali di vita (come recita in linguaggio diverso l’articolo 3 della Costituzione)?
A me pare piuttosto che chi governa la città a volte fa in modo che i modelli di vita o gli svaghi scelti da ciascuno non siano affar suo ma diventino, spesso, affar nostro in virtù di determine che dispensano beni e servizi a quanti vogliano procurarseli.

1 commento:

  1. Complimenti per questo ottimo spunto di riflessione, purtroppo a Misilmeri c'è una sorta di principio generale per cui è peccato non dirsi cattolici ed è peccato richiamare la laicità delle istituzioni. Il sentimento religioso di una parte diventa onnicomprensivo di tutta la popolazione e incanala ogni anno una fetta di finanziamenti in forme varie.
    Complimenti da parte mia per il coraggio che dimostri trattando di questa problematica.

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