domenica 29 novembre 2009
L'abitudinarismo è la tomba del cristiano
Una piccola riflessione sulla festa dell'Immacolata. Ci sprona a lottare contro l'abitudinarismo, contro il monotono "tirare a campare" nella vita cristiana, contro un conformismo che equivale a una resa davanti ai propri difetti. Cristo e Maria si mantengono forti, perseveranti, sereni nel dolore, e continuano a compiere la loro missione redentrice. Sempre. Monsignor Escrivá De Balaguer diceva: "Per amare sul serio è necessario essere forti, leali, avere il cuore saldamente ancorato alla fede, alla speranza e alla carità. Solo chi è inconsistente, fatuo, muta capricciosamente l'oggetto dei suoi affetti, che in realtà non sono affetti, ma soddisfazioni egoistiche. Quando c'è amore c'è lealtà, vale a dire, capacità di donazione, di sacrificio, di rinuncia. E nel bel mezzo della donazione, del sacrificio e della rinuncia, pur con il tormento delle contrarietà, si trovano la felicità e la gioia: una gioia che nulla e nessuno potrà toglierci". Questa riflessione illumina il cammino del cristiano. E lo rende forte, saldo e gioioso, ma soprattutto coraggioso.
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