
Fra le tante fiction sulla mafia e su quant'altro, in un periodo di forte ripresa dell'emigrazione, e di tanti discorsi, a proprosito e anche a sproposito, sull'immigrazione, nessuno ha finora preso in considerazione Santa Francesca Cabrini, Madre degli emigranti italiani nelle Americhe. Un figura quasi leggendaria che ha fondato un impero per i nostri connazionali emigrati, con ben 67 istituti. In America è considerata una eroina nazionale essendo diventata la prima Santa degli Stati Uniti, anche se era nata a Sant’Angelo Lodigiano, in Lombardia, popolarissima come “Mother Cabrini”. Canonizzata solo un mese dopo la proclamazione della Repubblica, è diventata la prima Santa della Repubblica italiana.
Malaticcia, fragile, con grandi occhi azzurri trascinatori e un sorriso irresistibile, sbarca a New York senza un soldo con 7 suore il 31 marzo 1889, ma viene avversata anche da coloro che invece avrebbero dovuto aiutarla. Scrive:”Poveri italiani, senza Dio, senza patria, senza pane”.Dopo aver fondato il primo orfanotrofio a New York, attraversa gli States con ogni mezzo di locomozione.Stronca con ferrea energia tentativi mafiosi o richieste di tangenti. Assiste i carcerati italiani nelle prigioni, visita i minatori. Costruì asili, scuole, convitti per studentesse, orfanotrofi, case di riposo per laiche e religiose, ospedali a New York e Chicago. Nel 1909 prese la cittadinanza americana. Promosse l'emancipazione delle capacità di iniziativa femminile.Nel 1950 viene dichiarata Patrona universale di tutti gli emigranti. Il Comitato per l’emigrazione di New York la dichiara “più illustre emigrante del secolo”, Giovanni Paolo II la definisce “una vera pedagogia di pace”. Una biografia che ho conosciuto grazie ad uno scritto di Achille Mascheroni. Attraverso questa santa abbiamo una lettura del fenomeno migratorio che ci può meglio preparare, oggi che ci troviamo ad affrontarlo anche dall'altro lato, come accoglitori, sia da un punto di vista sociale e politico sia da quello umanitario e spirituale.


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