martedì 22 settembre 2009

Processo talpe in Procura: il pentito Greco "inaffidabile"

Il pentito di Belmonte Mezzagno Giacomo Greco, è "inaffidabile, chiacchierone e usa 'allargarsi'". Lo sostiene Pietro Pastoia, uno dei due figli del boss di Belmonte Francesco Pastoia, morto suicida in carcere nel 2005. Pastoia junior, ex cognato di Greco, è stato sentito, come testimone, assieme a Giuseppe Vaglica, dai giudici della terza sezione della Corte d'appello di Palermo nel processo "Talpe in Procura", in cui è imputato, fra gli altri, l'ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro. Rispondendo alle domande dei procuratori generali Enza Sabatino e Daniela Giglio e dell'avvocato Sergio Monaco, legale dell'ingegnere Michele Aiello, principale imputato del processo, Pietro Pastoia ha detto di non conoscere Aiello e di non essere mai andato da lui con Vaglica. Non ha voluto rispondere però - nonostante le sollecitazioni del presidente Giancarlo Trizzino - alle domande sulle ditte presso le quali avrebbe lavorato al Nord: "Ero in nero, li metterei nei guai". Pure Vaglica ha negato di avere conosciuto Aiello, titolare di due cliniche di Bagheria (Palermo) e anche Bernardo Provenzano. Ma si è avvalso della facoltà di non rispondere quando gli hanno chiesto se fosse mai andato nell'impianto di calcestruzzi di Aiello. Il processo è stato rinviato al 2 ottobre.

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