L’acqua e il denaro sono molto simili.Entrambi servono alla vita, dovrebbero essere accessibili a tutti e, se lasciati liberi di circolare, tendono a diffondersi nell’ambiente.Entrambi sono oggetto di speculazioni.Negli ultimi anni, numerose aziende private stanno facendo pressione sui politici per poter controllare l’erogazione dell’acqua potabile, mentre già da qualche decennio, nei maggiori paesi del mondo, facendo pressione sui politici le grandi banche private (attraverso le banche centrali da loro controllate) sono riuscite ad ottenere dagli stati il diritto esclusivo di creare moneta, prima ufficialmente su base aurea, poi esplicitamente dal nulla, generando l’inarrestabile aumento del debito pubblico e dell’inflazione. Tutto il denaro in circolazione infatti è stato prestato dalle banche centrali agli stati (a noi), ed è quindi un debito su cui grava un interesse (che per essere pagato necessita di ulteriore denaro).Questo debito pubblico è fittizio, ma ha due effetti concreti: ci costa ogni anno circa tre mesi di lavoro in tasse per cercare di estinguerlo (per pagare gli interessi sulla moneta alle banche), ed essendo inestinguibile e in costante aumento rende i politici sempre più deboli nei confronti delle richieste dei grandi banchieri (che controllano anche le grandi aziende, tra cui quelle legate allo sfruttamento dell’acqua).Se non vogliamo assistere passivamente al nostro progressivo asservimento, dobbiamo prendere coscienza di questi problemi e ribellarci. Ad esempio, possiamo fare pressione sui nostri rappresentanti nel Parlamento europeo perché difendano i corsi d’acqua del continente dai vari tentativi di sfruttamento indiscriminato (tra cui un caso emblematico è quello delle richieste di derivazione per la produzione di energia idroelettrica). Inoltre, i politici europei, seguendo l’esempio di John F. Kennedy, dovrebbero adoperarsi affinché l’Unione europea si appropri della sovranità monetaria, lasciando ai singoli stati la possibilità di stampare banconote se ne hanno poche o di distruggerle se ce ne sono troppe e riservandosi una funzione di supervisione per evitare abusi. Perché il denaro, come l’acqua, serve a tutti e quindi dev’essere un bene pubblico!
(tratto da Facebook)
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