martedì 18 agosto 2009

Arcos de la Frontera e i misteri di un "non gemellaggio"

MISILMERI. Ieri leggevo sul sito di Misilmeri News uno spunto che non ha potuto che solleticare la mia curiosità di giornalista. Di più. Ad incuriosirmi è stato un commento, l’unico fino a quel momento lasciato dai lettori internauti. Così oggi, di buon mattino, ho cercato di rispondere alla domanda contenuta nell’articolo dell’ottimo Giampiero Corso. Dunque. La notizia era trapelata dagli uffici municipali già nei primi giorni dell’anno. L’amministrazione comunale aveva preso contatti con un comune spagnolo per avviare una procedura di gemellaggio. Il comune prescelto, Arcos de la Frontera, situato nell’Andalusia, aveva ricevuto con entusiasmo la proposta ed invitato una delegazione misilmerese a conoscere il paese, già gemellato con il comune italiano di Anticoli Corrado, del Lazio. Un incontro che, per problemi organizzativi dei misilmeresi, non ebbe luogo e venne rinviato di qualche settimana. Anche il secondo incontro, però, fra il sindaco Salvatore Badami e il primo cittadino di Arcos de la Frontera dovette essere rinviato, a quanto trapela sempre per problemi organizzativi dei misilmeresi. Alla fine, la cittadina spagnola Arcos de la Frontera, considerata fra le più belle di Spagna sia per la sua posizione sia per i suoi monumenti e il caratteristico assetto urbano, con un’economia legata prevalentemente all’agricoltura e al turismo, ha dato ufficialmente forfait. La conferma arriva oggi dallo stesso funzionario del Comune preposto ai Gemellaggi, Francesca Salerno, che spiega: “Il tentativo di gemellarci con Arcos de la Frontera si è concluso con una lettera inviata dal comune spagnolo in cui si spiegava che, per motivi economici, la cittadina che avevamo prescelto non poteva concludere le procedure di gemellaggio con Misilmeri. Inutile sottolineare la nostra delusione. Non mancheremo, comunque, - conclude - di proporre un nuovo gemellaggio con un altro comune, probabilmente dell’Europa occidentale, più vicina a noi per cultura e storia”. Non ci resta che aspettare, dunque. Sperando che la prossima volta la nostra amministrazione sia più sensibile nei confronti dell’etichetta.

Nessun commento:

Posta un commento