Anche se non è una malattia grave, la sindrome di Peter Pan sta facendo preoccupare molti ricercatori. Soprattutto se si considerano i dati che arrivano da una recente ricerca. La sindrome del non voler mai crescere e diventare adulti sta dilagando sempre di più. La ricerca arriva dall’Inghilterra ed è stata condotta dallo psichiatra Bruce Charlton della School of Biology presso l’Università di Newcastle upon Tyne. Scopo della ricerca? Dimostrare quanto gli adulti di oggi siano meno maturi di quelli di un tempo. E siamo sicuri che i risultati a cui è giunto si possono applicare senza problemi agli adulti italiani. In testa il premier di questo Stato.
In principio fu Veronica Lario. Il primo maggio la telefonata al suo avvocato. "Voglio tirare giù il sipario sul mio matrimonio con Berlusconi", ha detto la moglie del premier che aveva bacchettato il marito sulla candidatura delle "veline" alle europee. E che accusava: "La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni" riferendosi alla partecipazione del premier al compleanno in discoteca di una diciottenne, Noemi Letizia. La notizia del divorzio fa il giro del mondo, Veronica si conferma come il vero capo dell'opposizione in Italia. Lo sottolinea Vittorio Sgarbi, del quale condivido il seguente pensiero: "Per il leader di un partito che sostiene la famiglia e i valori cristiani, il fallimento del proprio matrimonio è un fallimento politico". Io aggiungo: rispetto ai valori politici e morali di Berlusconi e rispetto alla sua difesa dichiarata della famiglia, le vicende dell'ultimo mese, dall'annuncio del divorzio alla festa in Sardegna con cinquanta ragazze giovanissime e disinibite, ne fanno, se non altro, un incoerente. Non l'unico, beninteso, in Italia e in posizione di riguardo o meno. Ma certamente il più pubblico dei nostri personaggi pubblici, tale da diventare facilmente imitabile o oggetto di critiche anche feroci.
Il fatto è che la vita privata di Berlusconi, ma anche di Fini o di Franceschini, piuttosto che di Anna Finocchiaro e di Raffaele Lombardo, non è - non può essere - solo una vicenda privata. Tutto è a sfondo pubblico. Dico però no al moralismo, soprattutto se - come in questi giorni - è falso, e alla speculazione. Questa vicenda può essere affrontata dai giornali e dalla politica senza ipocrisia, senza un finto perbenismo, senza strumentalizzazioni politiche.
Sotto accusa - in questo periodo - non ci sono solo le scelte private di un marito, ma la moralità dell'Italia, dove la gente è in gran parte cattolica, ma spesso "poco adulta". Benedetto XVI oggi ha parlato di inquinamento morale del nostro tempo.
Non mi sento di pronunciarmi sulla vita privata del presidente del Consiglio e della signora Veronica Lario, in queste ore a sua volta bersaglio dei pettegolezzi che la vorrebbero amante, da diverso tempo, di una guardia della scorta. Certo è che non tollero - da mamma stavolta - l'atteggiamento di chi, profondendo odio, pronuncia frasi come: "Fareste educare i vostri figli da quest'uomo?". Fra gli elettori - di destra e di sinistra - in grado di giudicare i comportamenti non solo pubblici di ogni esponente politico, uomo o donna, chi è senza peccato scagli la prima pietra.
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Lei dovrebbe scriverne di più di questi articoli. Complimenti.
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