Dopo la diffusione dei dati raccolti durante l'incontro-dibattito organizzato dalla Nexus Associazione a Misilmeri, che evidenziano come fra i giovani e i giovanissimi sia sempre più diffuso l'uso delle droghe leggere e dell'alcol, voglio proporvi una riflessione che oggi ha fatto il ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni a Radio Anch'io.
L'uso della droga, il bullismo nelle scuole, l'abuso di alcol sono tutti fenomeni che interessano sempre più le giovani generazioni, ormai prive di modelli di riferimento. Per reagire a questa deriva, per trovare una soluzione soprattutto sul fronte della droga e dell'alcol è necessario che i mondi della politica, della cultura, dello sport, dello spettacolo si alleino e mandino il seguente messaggio: usare queste sostanze, o abusarne, nel caso dell'alcol, non ti rende più grande. E' questa la riflessione sul disagio che attraversa il nostro mondo giovanile svolta a Radio anch'io da Giorga Meloni.
"La droga - spiega il ministro - è chiaramente un'emergenza. Se ne fa uso per essere all'altezza della situazione, siamo in una realtà dove l'uso di sostanze stupefacenti è ritenuto un elemento che fa la differenza nella gara ad essere accettati dalla propria generazione''. Il problema, continua la Meloni, ''è che se non mi drogo devo fare i conti con tutto quelle che mi serve per essere accettato. Insomma, devo fare i conti con me stesso''. Tutto questo si inserisce allora ''sulla debolezza strutturale di molti giovani ma anche sui messaggi che mandiamo'', aggiunge il ministro. La Meloni punta il dito contro la società, contro quegli ''opinion maker, quelle fiction, quei film che veicolano il messaggio secondo il quale sei leader sulla base dell'uso di droga, dell'abuso di alcol''. In certi sceneggiati, nota il ministro, ''c'è ormai sempre di più il tipo che fuma le canne perchè questo fa alternativo''. E' questione di mentalità, sostiene la Meloni, ''l'uso delle droghe leggere è entrato nel pensiero unico dominante. E' considerata una cosa politicamente corretta''. Alcuni propongono la legalizzazione di una parte delle sostanze stupefacenti, certi che così potrebbe essere tenuta fuori dalla porta la mafia, la criminalità organizzata che controlla lo spaccio della droga. Ma la Meloni non è d'accordo anche perchè, aggiunge, ''non si può distinguere tra droghe che fanno bene e droghe che fanno male''. Poi non si può non sottolineare, continua, che chi, come Svizzera, Olanda ''in passato ha legalizzato l'uso di droghe in alcune aree è poi stato costretto a tornare indietro''. Per il ministro da questa situazione si può uscire con ''un'alleanza tra vari mondi della società, dalla politica alla cultura, dallo spettacolo allo sport. Tutti insieme per mandare un unico messaggio: se usi la droga, se abusi dell'alcol questo non ti rende più grande''.
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