Il celebre Crocifisso in legno di tiglio attribuito a Michelangelo Buonarroti, acquistato dallo Stato italiano, dopo la mostra alla Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, e dopo una tappa al Museo Pepoli di Trapani, arriva a Palermo, dove potrà essere ammirato dal 22 marzo al 4 aprile nelle sale espositive della Civica Galleria d'arte moderna, nel complesso monumentale di Sant'Anna. L'iniziativa si svolge nell'ambito di una promozione del ministero dei Beni culturali per valorizzare i nostri capolavori ritrovati. "Michelangelo giovane - Il Crocifisso ritrovato" è il titolo della mostra promossa dal Ministero che, dopo Roma, Trapani e Palermo, toccherà Milano ed altre città italiane. "E' un evento importante - ha sottolineato il sindaco Cammarata - che inserisce la nostra Galleria d'arte moderna nel circuito internazionale dei grandi eventi artistici ma anche un'occasione unica per i palermitani e per i molti turisti presenti in città per ammirare un'opera di straordinario interesse artistico. La mostra avrà ingresso libero perchè siamo convinti che questo possa rappresentare un ulteriore incentivo, soprattutto per i giovani, per cogliere un'occasione di conoscenza e di approfondimento".
Il capolavoro di Michelangelo resterà esposto alla Gam tutti i giorni (tranne lunedì) dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30)."Sarà un momento di grande emozione per la città - ha sottolineato il sindaco Diego Cammarata -, oltre che un'occasione unica, per i palermitani e i turisti, di ammirare un'opera di straordinario valore; ciò anche grazie all'ingresso libero. Con questa mostra, inoltre, la nostra Galleria d'arte moderna conferma il suo inserimento nel circuito internazionale dei grandi eventi".
Dopo la Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, e dopo una tappa al Museo Pepoli di Trapani, arriva così anche a Palermo il piccolo (è lungo 41 centimetri e largo poco meno), ma meraviglioso Crocifisso in legno di tiglio attribuito a Michelangelo Buonarroti, che lo Stato italiano ha acquistato di recente, dopo una lunga trattativa, per 3 milioni e 250 mila euro da un privato.
Il Crocifisso era un'immagine sacra molto diffusa nella Firenze tra il Quattrocento e il Cinquecento; aveva introdotto nell'arte il motivo della perfetta proporzione umana, espressa attraverso il corpo maschile nudo. E il piccolo Cristo in legno di tiglio possiede caratteristiche che lo fanno attribuire, appunto, a Michelangelo. La struttura e la muscolatura rispondono ad una fedeltà anatomica impressionante, mentre le proporzioni del corpo appaiono allungate; tutto ciò, assieme al sottile dinamismo che percorre le membra, si ritrovano in un altro Crocifisso in legno dell'artista: quello assai più grande, alto 139 cm e largo 135, conservato nella chiesa del Santo Spirito a Firenze. Negli anni 1492-95, Michelangelo potrebbe aver eseguito anche Crocifissi di piccole dimensioni, come si faceva in diverse botteghe fiorentine. E questo Cristo manifesta qualità artistiche di tale rilevanza da meritare l'attribuzione all'ancor giovane ma già grande maestro. Nel Crocifisso, dove il martirio di Cristo è interpretato da Michelangelo non senso in eroico, ma ispirato da umanissima pietà, la figura è ricavata da un blocco di legno formato da pezzi incollati. Un piccolo cuneo, inserito nella parte sinistra della testa, serve ad accentuarne l'estrema inclinazione: si tratta di un originale ripensamento strutturale che, nel forzare la verosimiglianza del dato naturale, sceglie la via dell'espressività patetica. Il corpo è nudo, privo del perizoma, che sicuramente in origine lo copriva intorno ai fianchi, forse (come si usava) una striscia di tela dipinta e irrigidita da amido o gesso. La posa frontale accoglie un fremito di rotazione, puntualmente riflesso dalla modulazione dei volumi.


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