giovedì 8 gennaio 2009
Adolescenti oggi a Misilmeri
Ho incontrato Giuseppe in un luogo dove non me l’spettavo di certo: eravamo in biblioteca, un tempo tempio di cultura, oggi spesso preclusa ai più da improvvisate vestali. Era più pallido del solito, smagrito. Era stanco. Giuseppe è il figlio di una mia amica, ha soli sedici anni. Gli ho chiesto come stava. Mi aspettavo una risposta rituale, al solito: la vecchia, amica di mamma, figurarsi se ti metti a confronto con lei. E invece la sorpresa. E’ in un profluvio di parole. Sta male. E non sa il perché. Ma vuole, ha voluto, pubblicizzare la sua sofferenza individuale. Ha persino dato un nome al proprio disagio. Il disagio di vivere di Giuseppe è diventato Anoressia. Sarà perché la trash tv ci ha da tempo abituato - e assuefatto - a tremende trasmissioni verità laddove la mia generazione nascondeva tutto nel pudore, ma alle sue parole mi è balzato agli occhi tutto l’evidente squallore dell’appiccicosa bonarietà, e del finto buonismo, della nostra classe politica dirigente. I giovani, nel nostro paese, Misilmeri, ma sospetto pure nel resto del comprensorio, sono dimenticati. Tanti finti progetti per coinvolgerli, per spendere soldi e nascondere la propria incapacità (o non volontà) di analisi, di lavoro sull’universo giovanile, di ricerca di cause ed effetti. Giuseppe dapprima si è chiuso nel suo mondo privato, fatto di pc e internet. Poi, sentendosi escluso dal mondo esterno, un’esclusione che egli stesso, inconsapevolmente, aveva creato, si è rifiutato di proseguire. E si è arreso all’anoressia. E qui mi riallaccio ai politici. Per molti problemi, se ne parla tanto per non parlarne affatto. O meglio, per parlarne solo dall’esterno con dati e statistiche e mancanza assoluta di sincerità. E’ appunto da tre anni che si discute di Consulta giovanile: l’assessore al ramo, si dice così, Giusto Chinnici, così come i suoi predecessori nella delega sulle Politiche giovanili, di tanto in tanto organizza riunioni propedeutiche. E poi tutto finisce in una bolla di sapone? Il problema? Coinvolgere forzosamente tutte le associazioni, anche quelle riferibili a precisi schieramenti politici. La resistenza di alcuni impedisce di superare l’impasse. Questa, almeno, la scusa ufficiale, che mi pare finzione per eccellenza. Qualcuno potrebbe illuminarmi su come i nostri ragazzi, Giuseppe in prima linea, potranno superare i loro problemi? A quando un dialogo individuale, la creazione di una rete e di strumenti di analisi e ricognizione della realtà visibile e invisibile che, inutile dirlo, il Comune manco si sogna? Entrare nel problema è esattamente ciò che dovremmo fare noi cittadini, spesso, se colti nel momento cruciale della nostra esistenza privi di fiducia nelle istituzioni. Ma perché, la meritano? Su determinati problemi ai Servizi sociali, se richiedete informazioni . mi è capitato di recente . neanche vi forniscono i dati in loro possesso. E lì nasce il legittimo dubbio: ma li hanno? Ciascuno dei nostri ragazzi combatte il vuoto attorno a sé in modo diverso: chi si innalza solitario su cime incontaminate; chi, consapevolmente, si distrugge con gli stupefacenti più micidiali; chi fugge, e in questa fuga arriva pure a togliersi la vita. Chi si appiattisce su programmi tv che del mondo danno una dimensione a di poco incredibile. Ho voglia di un’arma, uno strumento che possa percuotere , in senso metaforico - chi abbia ancora orecchie e cuore per dare ascolto agli adulti di domani.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Occorrono orecchie per ascoltare. Ma non solo. Anche un cuore, soprattutto uno stomaco, per riuscire a percepire ciò che ci accade intorno e dentro. E nervi per potere reagire, per non arrendersi per battersi. Per pulsare insieme con la vita.
RispondiEliminaMimmo