sabato 31 gennaio 2009

La Camera introduce il reato di "stalking": ma cosa fanno le amministrazioni locali per garantire sicurezza nelle strade?

La legge italiana si è dotata di una norma contro i molestatori: chiunque minacci o compia atti persecutori nei confronti di qualcuno rischia da questa settimana il carcere fino a quattro anni. Se poi a molestare è il coniuge (anche separato o divorziato), il convivente o il fidanzato e se la molestia è perpetrata su una donna incinta la detenzione può durare fino a sei anni. Sono le principali novità del testo approvato alla camera che introduce il reato di "stalking" nel nostro ordinamento con un nuovo articolo: il 612-bis del Codice penale. Il provvedimento, inutile dirlo, era necessario. E per una volta i deputati hanno votato quasi all'unanimità: gli unici voti contrari sono stati quelli dei due deputati liberaldemocratici. Un no da stigmatizzare, così come tutti quei comportamenti che, apparentemente, non sembrano "violenza" ma in realtà lo sono. Il disegno di legge stabilisce anche che nei confronti del molestatore si possa disporre l'allontanamento fino ad un anno dalla casa o dal luogo di lavoro della vittima. "Atti persecutori": con questo termine il nuovo reato verrà indicato nel Codice penale. Il delitto è punito sempre a querela di parte, ma si può procedere d'ufficio se il reato è commesso nei confronti di un minore o di un disabile e anche quando il molestatore era già stato ammonito dal magistrato. E', finalmente, una buona notizia in un mondo che sembra impazzito e che, ogni giorno di più, fa registrare episodi di violenza inaudita. Episodi che, per chi abita in zone periferiche o poco controllate, dove magari manca l'illuminazione pubblica o i mezzi di trasporto pubblico, dopo una certa ora, non effettuano un servizio efficace, sono colpi al cuore e fanno aumentare la preoccupazione ad affrontare il mondo esterno. A Padova come a Misilmeri, la gente - soprattutto donne - si chiede cosa fanno le amministrazioni per dotare tutte le strade di illuminazione pubblica e le forze dell'ordine per controllare ogni parte del territorio.

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