sabato 31 gennaio 2009

Punteruolo rosso, Sicilia verso dichiarazione dello stato di calamità

L'assessore alla Presidenza e alla Protezione civile della Regione siciliana, Giovanni Ilarda, ha chiesto alla giunta di dichiarare lo stato di calamità per l'emergenza punteruolo rosso delle palme. Secondo i dati risultanti dalla relazione tecnica trasmessa dalla facoltà di Agraria dell'Università di Palermo, è indispensabile e urgente procedere alla rimozione di tutte le piante infestate, anche per ragioni di salvaguardia dell'incolumità personale. L'insetto, si legge, infatti nella relazione, erode i tessuti delle piante determinando una serie di gallerie e cavità nel rachide delle foglie e nella corona. A carico dei tessuti danneggiati si attivano processi di fermentazione che indeboliscono anche le zone circostanti. In definitiva la stabilità della pianta è compromessa cosicchè è facile che alcune parti possano cedere e precipitare. Considerando le notevoli altezze che le palme possono raggiungere e il peso considerevole delle vari parti che possono cedere, il rischio che una palma infestata possa compromettere l'incolumità dei cittadini è molto concreto. La sola foglia ha un peso di circa 2 chili, il ciuffo centrale di almeno 20-30 chili, e l'intera corona puo' raggiungere un centinaio di chili. Nella sola città di Palermo sono state registrate nel mese di settembre 2008 la caduta delle foglie centrali della corona in prossimità dei visitatori all'interno del Giardino Inglese e quella dell'intera corona presso il "Centro Amazzone" (zona Papireto), e nel mese di novembre la caduta del ciuffo centrale di una palma presso la scuola Mantegna". "Di fronte a tale stato di cose - dice Ilarda - ritengo che il problema investa anche la Protezione Civile. Il primo passo è la dichiarazione dello stato di calamità, per poi chiedere al governo centrale la dichiarazione dello stato di emergenza, al fine di poter fronteggiare la situazione con mezzi e risorse adeguate alla gravità della situazione". Le prime segnalazioni di attacchi risalgono all'ottobre 2005 per la Sicilia orientale, e ad inizio 2006 per la Sicilia occidentale.

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