domenica 11 gennaio 2009

Ma di nuovo...cosa c'è?

MISILMERI. Essere non conformisti è dura. Con il temine "istituzioni" non si intende un sinonimo di organizzazioni, ma il complesso di regole e vincoli - espliciti ed impliciti - che plasmano i comportamenti degli individui, delle famiglie, dei politici, dei burocrati e così via. Sono le istituzioni intese in tal modo che ci pongono su un percorso predeterminato da cui non è facile deviare. Nel nostro paese tale percorso ha, tra l'altro queste caratteristiche: la graduale assuefazione a ciò che non va, la cessione della cultura in senso lato alla politica, l'abitudine a trasformarla in pettegolezzo e scambio di piaceri. Il cambiamento non è ancora in atto: le istituzioni sono troppo rigide per permetterlo, si rafforzano, anzi, per ostacolarlo, trasportando ogni possibile critica dal piano puramente pubblico a quello meramente privato e personale. Si vorrebbe il trionfo dell'opaca accettazione di tutto ciò che ci viene propinato. Così il riscaldamento che manca nelle scuole del II circolo didattico, i disagi degli studenti pendolari, la decapitazione del diritto di critica, le strade dove si aprono voragini per lavori mai annunciati e poi mai più riasfaltate, i debiti fuori bilancio, la fissazione sulle piste ciclabili in un territorio che ancora non ha nemmeno l'attuazione del Piano regolatore generale e manca di spazi per i bambini, l'incaponimento con un Premio alla Legalità che si ferma all'apparenza con la sua sfilata di autorità senza poi la sostanza di un prosieguo nelle sedi competenti (leggasi uffici municipali), l'appalto per la mensa scolastica della scuola materna comunale che dà pessimi risultati con i conseguenti disturbi alimentari dei nostri figli (a proposito, non esistono i controlli sulla qualità e non occorrerebbe l'intervento periodico di un nutrizionista per verificare se vengono rispettati i parametri stabiliti per legge?), le petizioni popolari che finiscono nell'immondizia del dimenticatoio pubblico che è divenuto l'Ufficio tecnico (una digressione: fra l'altro, tutti, nel comprensorio, ci invidiano l'abbondanza dei capi settore e la moltiplicazione delle Aree) passano in secondo piano. E tutti siamo contenti perché Misilmeri è inserito in un circuito delle città turistiche, perché è presente con il kaki al Salone del Gusto di Torino e perché il nostro sindaco, a dispetto dei baffi, è un bell'uomo.

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