sabato 3 gennaio 2009

La potenza della speranza

Tanto vale parlare per confessare il mio destino:
non ho nulla di mio, sono stato spossessato
e i cammini dove finirò da morto
li percorro curvo come schiavo;
posseggo soltanto la mia pena:
lacrime, sudori e durissimi sforzi.
Sono soltanto oggetto di pietà
Se non di vergogna agli occhi di un mondo forte.

Ho voglia di mangiare e di bere
Quanto un altro da perderne la testa:
ho di dormire una bruciante nostalgia
nel calore, senza fin, come una bestia.
Dormo troppo poco, neppure una festa,
non ho mai una donna che mi piaccia;
tuttavia il mio cuore, vuoto, non si ferma mai,
malgrado il dolore mai il mio cuore si smarrisce.

Avrei potuto ridere, ebbro del mio capriccio.
L’aurora in me poteva scavare il suo nido
Ed irradiare, sottile e protettrice,
sui miei simili che sarebbero sbocciati.

Non abbiate pietà, se avete scelto
D’esser limitati e di stare senza giustizia:
verrà il giorno che sarò
tra i costruttori di un vivente edificio,

la folla immensa in cui l’uomo è un amico.

Paul Eluard

1 commento:

  1. Una bellissima poesia. Peraltro molto, molti significativa. In tanti sensi.
    Mimmo

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